e niente, eccomi.
arrivo col mio carico, con la mia zavorra di anni di post da splinder, per approdare qui, sperando di non essere più sfrattato.
è stato difficile, davvero difficile. se non fossi stato aiutato (grazie mille) sarei naufragato nel mare del web affondando, tracinato giù dalla zavorra.
praticamente è stato come partire in pedalò da djerba per tentare di arrivare a lampedusa, dove per altro gli abitanti sono giustamente esasperati dall’arrivo di migliaia di migranti.
con la paura anche di essere rimandato indietro.
e invece ora sono qua, mi hanno dato una coperta marrone e un tè caldo, seduto sullo scoglio e guardo indietro perdendo una lacrimuccia dall’occhio sinistro, ma credo sia colpa del vento.
sì, è colpa del vento.
appena mi riprendo poi inizio davvero a fare quello che si deve, come per esempio imbiancare i muri e arredare.
a presto.

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